Lui è lì nel lettone che dorme, e tra un paio di mesi dovremmo esserne fuori.
E questo è un fatto.
Sta anche abbastanza meglio.  Ieri notte ha dormito quasi tutta la notte, segno che si sta abituando a questo enorme gambone di gesso che gli impedisce di rotolarsi nel letto come è abituato a fare.
Insomma, è vivo.
Ma quando penso che è vivo lo devo pensare molto in fretta, e cercando di distrarmi nel frattempo. Svuotare le parole del loro significato.
Se provo a pensarle, mi avvicino a questo buco nero che mi si sta aprendo dentro: perché io ero lì, eppure è successo.
Eppure, ho bisogno di scavare in questo buco.
Con calma.

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10 risposte a

  1. LaVostraProf ha detto:

    Con calma, sì. Per quel che vale, ti sono vicina.Un abbraccione al Gambone.

  2. japhy72 ha detto:

    io non ho capito come è successo. la dinamica dell'incidente. ma penso davvero che tu non ti debba tormentare. è tutto troppo caldo. non è solo questione di calma. credo si tratti di lasciare che passi un po' di tempo.anche noi vi pensiamo.

  3. lanoisette ha detto:

    LGO, carissima, te lo dico da figlia, non da mamma: purtroppo, nonostante quello che i genitori possono fare per i propri figli, non possono evitare che il dolore (non importa sotto quale forma) entri nelle loro vite. possono solo stargli accanto e aiutarli a superarlo.PS: sono stranita anch'io, comunque. non conosco te, non conosco tuo figlio. eppure è come se vi conoscessi entrambi. quando io e il Benza vediamo in giro qualche Gormito o qualcosa del genere pensiamo ai tuoi nani. e adesso è come se fossi preoccupata per il figlio di una cara amica e per lei. è indubbio che anche il virtuale sia un legame.

  4. vnnvvvn ha detto:

    Scava il buco ma non colpevolizzarti, quoto Nocciolina

  5. LaVostraProf ha detto:

    Sai, le parole di Nocciolina mi hanno fatto venire in mente:la prima figlia che a sei anni , giocando con la cugina, si è "rovesciata" un dito ed è svenuta come un salame; mio marito, presente, impallidisce ancora al ricordo;la prima figlia che, a sette anni, precipitando giù da una discesa con la biciclettina ha perso il controllo del mezzo e si è spatasciata testa, braccio e ginocchia (presente mio marito, ecc.); all'ospedale ci hanno mandato a casa dopo due minuti, incoscienti loro e incoscienti noi che abbiamo accettato;la figlia di mezzo che, girando col girello, mentre noi osservavamo felici e sorridenti seduti a tavola, ha infilato la porta di casa (lasciata aperta) ed è precipitata per due rampe, lei e il girello, e denti dappertutto;la figlia di mezzo che, nel nuovo letto a castello, cerca al buio il cuscino e precipita a testa in giù e dopo mezz'ora comincia a vomitare; non ti dico…, ospedale eccetera…la figlia di mezzo che si arrampica su un pattino al mare, mentre la mamma la tiene per mano, scivola sulla plastica bagnata, atterra violentemente sul mento e se lo sbraga;la figlia grande che, due giorni dopo, sempre al mare, atterra su un sacchetto di vetri da buttare (presenti mamma e papà) e si sbraga, invece, il ginocchio;il figlio piccolo, sempre lì, ha misurato il cemento e si è rifatto il fianco destro del viso…probabilmente c'è ancora qualcosa, ma in questo momento non lo ricordo. Non te lo sto dicendo per "mal comune, mezzo gaudio", eh?E' solo che, davvero, non siamo superman e superwoman.Se poi adesso stai decidendo che avremmo bisogno di un tour a Lourdes, vabbe', lo so, lo so…

  6. vnnvvvn ha detto:

    LanostraProf ma te e tuo marito siete ancora a piede libero???Chissà che nonni sarete :-P(sdrammatizzation mode on)

  7. solita ha detto:

    eccomi che arrivo.scava lgo scava con calma.un abbraccio enorme a te e al piccolo!

  8. giobongio ha detto:

    Tanti, tanti auguroni a te e al tuo piccolo. Cerca di stare tranquilla, andrà tutto per il meglio. E vedrai che fra qualche anno, quando lui sarà cresciuto e rivedrà la foto della sua gambona di gesso, troverete anche la forza e la serenità di sorridere.Vi sono vicino, con tanto affetto.Bongio

  9. pontitibetani ha detto:

    ok. sono arrivata.inghiotto un pò di saliva per il gambone e per il buco in cui scavi.ho una vaga (vaga?) idea di quale buco sia, ma di buchi ne so qualcosa.anche se ora sono solo quelli del trasloco.passerò poco, ma passerò  … almeno fino a che sarò così ondivaga tra due case inacasinate….rubik solo una faccia risolta, s'intende.di più non faccio.

  10. lerinni ha detto:

    ti capisco. ci si sente morire. io ancora non riesco ad entrare in ospedale, dopo l'operazione del Gatto, ad un anno. io non son riuscita ad arrivarci in fondo – mi viene da vomitare anche ora, a pensarci. ma so che ha ragione la prof. razionalmente, almeno. emotivamente, mi tremano le gambe per te.

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