Il titolo non mi viene proprio

Blogghettino mio carissimo
ti penso.
Mi manchi.
Il letto mi manca di più, però, quindi rassegnati.
Ti volevo scrivere di quando sono entrata nella classe nuova dei grandi, e quelli mi hanno accolta con un
Ma lei, scusi, è brava? No, perché l'anno scorso ce ne hanno mandata una che non sapeva niente.
Oppure ti avrei potuto raccontare di quello di quell'altra classe, che mi si è avvicinato alla fine della lezione, con gli occhiali scuri e il fare deciso
Posso chiederle una cosa? Perché sa, mi sono infomato, e mi dicono che lei è … sì, insomma, è una brava.
Blogghettino, capisci, son cose che ti fanno riflettere.
Ti volevo scrivere dei colleghi, anche se ne ho visti pochi, ché alle otto meno dieci sono in classe e resto lì in apnea finchè non arriva l'ora di pranzo.
Ti volevo scrivere di questa scuola che sembra una scuola, dove i ragazzi hanno libri e quaderni e ti dicono buongiorno sorridendo e se dici di fare due pagine di esercizi di matematica per il giorno dopo li fanno.
Una scuola dove fai lezione nell'ora di supplenza e ti stanno a sentire.
Ti volevo scrivere di questi miei nani privati che faticosamente dimenticano l'estate.
E' più forte l'orso bruno o l'orso popolare?
– L'orso popolare? Cos'è l'orso
popolare?
– Ma come, non lo sai? E' quello tutto bianco.

Ti volevo scrivere di questa ragazza che mi sta spuntando in casa, che stasera l'avrei strozzata con le mie mani.
Che mi sta facendo dannare.
Mi fai la giustificazione perché non posso portare il libro di grammatica domani?
– Tessssoro, basta. Sto sempre a scrivere giustificazioni. Ai prof l'abbiamo già fatto sapere che i libri li abbiamo ordinati e fino a sabato non li avrai.

E così per colpa tua domani andrò a scuola senza materiale.
Tesssoro, sono quattro giorni che andiamo in giro a comprare roba per la scuola. Album di tutti i formati, quaderni di tutti i tipi, cartelline trasparenti, di cartone, di plastica. Squadre grandi e piccole. Righelli, penne, pennarelli, colle, scotch. Il prof di tecnologia vuole i fogli lisci, la prof di arte li vuole semiruvidi, la prof di francese vuole le foto, quella di inglese vuole un'altra foto, poi il prof di tecnologia si ricorda che vuole la valigetta, e tu porti a scuola la valigetta, i libri, i quaderni, le scarpe da ginnastica per fare ginnastica perché non si devono tenere ai piedi anche se fate ginnastica nel cortile della scuola, la merenda. Il diario. Il quaderno delle comunicazioni perchè è un gadget che vi ha regalato la scuola e bisogna portare anche quello. Il quaderno pentagrammato tutti i giorni, anche se non c'è musica. Ora basta, se no divento idrofoba.
Ah, e pure lo strumento.
Ché la figliola ha scelto la scuola a indirizzo musicale e si è fatta inserire nel gruppo di violino -anche se suona il piano da tre anni-.
Ma come farò a portare il violino a scuola?
– Lo metterai nella custodia.
– E' troppo grande!
– Ma no, dai. Pensa quelli che si portano la chitarra.
– Ma il violino è moooolto più grande della chitarra.

E così abbiamo scoperto che finora ha sempre confuso il violino col contrabbasso.

Ti volevo scrivere questo cose, e ora le ho anche scritte  – un po' male, di fretta.

Poi ti volevo scrivere anche altro ma prima ci penso.
No, prima mi rimetto al lavoro per domani, poi me ne vado a letto, e domani ci penso.
Ma ho come il presentimento che le cose, tra noi, stiano per cambiare, caro blogghettino…

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9 risposte a Il titolo non mi viene proprio

  1. japhy72 ha detto:

    no ! l'equivoco violino-contrabbasso è meraviglioso !!!mi spiace che tu sia oberata e stanca ma non ti scoraggiare…sono i primi giorni, poi si prende il ritmo !questo è quello che dice il Capo qui da noi, quando usciamo come pazzi isterici ognuno verso la sua meta e non ci rivediamo praticamente più perchè io la sera mi addormento insieme ai bambini !ce la possiamo fare !sarà una dura invernata,ma ce la possiamo fare !!!

  2. utente anonimo ha detto:

    Aaaaarghh, si lo so. Per fortuna non ho la ragazza in fiore, anzi non ho femmine prepuberi, anzi, non ho femmine e batsa (sigh).Se ti consola dille che ho appena saputo che esiste, appena inventato, un ukulele contrabbasso, grande come un uk, suona come un basso perché ha corde superspesse.che un ukulele occupa meno spazio di una chitarra e pure di un violino. Però suona come il basso. però non ti viene la scoliosi professionale del contrabbassista (esiste).Baci,Mammamsterdam

  3. povna ha detto:

    anche io vorrei scrivere di più sul nuovo inizio, ma poi torno a casa dopo i soliti 360 (no, non è un errore di battitura, né lo 0 né il soliti) km quotidiani di pendolarismo e le 9 ore di lavoro quotidiano tra scuola e altro mondo e, beh… mi abbatto sul letto senza nemmeno dire bah. coraggio!

  4. lanoisette ha detto:

    eh, mi sa che la ripresa quest'anno ci sta uccidendo tutte quante…

  5. utente anonimo ha detto:

    che dire: ti capisco!sarà più difficile anche incontrarsi, mi sono spostata alle scuole di via lanciani…ma ci ritroveremo qui, buone giornate!  (mi ricordo lo sguardo di quella ragazzina attenta che non si perdeva un battuta di quelle quattro signore che avevano un sacco di cose da dirsi, eccome me lo ricordo, in bocca al lupo , adesso tocca a te!

  6. LGO ha detto:

    @Simo: ora col violino ci viene da ridere, ma siamo rimasti basiti Certo, il vantaggio è che non dovremo comprare un contrabbasso ;-)@Mammam: Bella l'idea dell'ukelele contrabbasso 🙂 Ma ormai la decisione in merito al violino è irrevocabile. La classe è già formata, gli orari fatti e tutto il resto. Lei comunque non è dispiaciuta @Povna: 360 km quotidiani?? Come fai? Ti teletrasporti?Io un tempo ne facevo molti di più, ma avevo la mia stanzetta da finta studentessa fuorisede e tornavo a casa solo nel fine settimana…@Noisette: Stamattina svegliandomi ho pensato che la prima settimana era andata. Certo, mi aspetta un week end di fuoco durante il quale devo smaltire tutto il lavoro accumulato fin qui, ma almeno…una settimana è andata! @Natalia: anche noi ci siamo spostate lì! Quindi, forse, ci incontreremo più spesso

  7. LaVostraProf ha detto:

    Corro e ruggisco (in classe) come se fossimo a maggio. Svelti svelti! I virgulti mi guardano basiti e mi fanon presente che abbiamo ancora tutto un anno davanti. Hanno ragione.Tutto un luuuungo anno davanti

  8. povna ha detto:

    io ho un part-time, perché, oltre che a scuola, lavoro anche nell'altro mondo. ci sono dei momenti (pochi) in cui nell'altro mondo non ci devo andare (e sono quelli in cui recupero). ci sono dei momenti (sempre pochi, ma un po' di più), in cui ci devo andare solo un giorno a settimana. ci sono poi dei momenti (la maggior parte dell'A.A. e dell'A.S. che, malauguratamente, coincidono) in cui devo andarci 3 giorni (perché devo fare più o meno 72 ore a semestre di lezione + il resto di doveri non di insegnamento). in quei casi solo a volte riesco a non sovrapporre altro mondo e scuola. le altre volte la mattina mi alzo nella piccola città, prendo il treno, vado a scuola (nella città della scuola), finisco, prendo il treno, vado nell'altro mondo, finisco, prendo il treno, (cambio), prendo il treno e torno nella piccola città. conteggiando con le fasce km di trenitalia sono 90 + 90 dalla piccola città all'altro mondo e 90 + 90 al ritorno, dall'altro mondo alla piccola città. diciamo che leggi e dormi (entrambe in treno) un sacco. e poi fai due lavori che ami da morire. e tra i quali non avresti mai saputo scegliere. e alla fine si fa!

  9. utente anonimo ha detto:

    Noooo… non vorrai certo abbandonare la finestra che tieni aperta per noi per dedicarti ad altro, vero? Guarda che qua c'è gente affezionata, sai? Comunque che malinconia, a ricordare quando dall'altra parte del figlio piccolo c'ero io e a settembre si compravano i quaderni e i libri nuovi, e che il profumo di carta stampata e le prime piogge mi mettevano quella bellissima voglia di ricominciare. Anche se poi c'era da impegnarsi, anche se poi c'era buio presto e pioveva sempre. Era bello lo stesso.BongioPS: non ti crucciare per la piccola-non-più-piccola. E' normale, ci sono passate tutte le mamme del mondo 🙂

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