Lo stercorario

La pausa tra scritti e orali quest’anno coincide col ponte dei Santi romani. Quindi, tre giorni senza scuola. Ho cominciato a svuotare gli armadi per il cambio di stagione, perché va bene che quest’anno l’estate non sembrava arrivare mai, ma ormai è arrivata e fa caldo e stanno arrivando anche le zanzare. E miracolosamente anche A. ieri era a casa, e abbiamo avuto lo stesso pensiero pietoso verso questi poveri figli cittadini, che facciamo li portiamo al mare? Oddio il mare no, che sai quando parti ma poi non sai se arrivi e probabilmente non torni, andiamo a camminare.
Quando i figli non c’erano andavamo spesso, diciamolo che allora al confronto non c’era un cacchio da fare, sì, certo, studiare si studiava un sacco, e lavorare si lavorava senza pietà, ma la domenica era domenica e magari si prendeva la macchina, la si piazzava sotto un monte e si saliva su, con gli amici, i cani, la pioggia, il sole, e più si saliva e più si faticava, meglio si stava dopo.
Un anno siamo andati in vacanza a Creta, solo io e lui.
Creta era per me questo luogo mitico, dove mio fratello fu concepito in una notte d’agosto perché mia madre, che dormiva in una casupola sulla spiaggia, di notte era stata svegliata da un uomo alto e biondo che non era suo marito, ma un turista tedesco di passaggio. Poi ci siamo anche andati, lì, e abbiamo piantato la tenda e mangiato pomodori e tonno. Mica mi ricordo che anno era. Mangiavamo spesso pomodori e tonno, in quegli anni.
Insomma, dovevamo partire per Creta e avevamo già i biglietti dell’aereo  e mancavano pochi giorni, ma A aveva pensato bene di scivolare con la moto su dell’olio o non so che, riducendosi il braccio destro ad un ammasso putrescente. Rotto no, ma sembrava stesse marcendo. Partimmo lo stesso (ma com’è che ho la sensazione di averla già raccontata, questa storia?) e la prima notte in un alberghetto che mi ricordo un po’ squallido, ad Heraklion, mi chiese di fargli una iniezione di non so che perché  il braccio andava male. Panico. L’iniezione poi se la fece da solo, in piedi e quasi al buio. In quei giorni lì girammo Creta in lungo e in largo, in corriera, in barca, in motorino, e a piedi. Ad un certo punto decidemmo di andare a cercare le grotte dei vasi di Kamàres, e senza guida, senza cartina e senza sapere una parola di greco (del resto non c’era anima viva) ci arrampicammo su una montagna dove secondo noi avrebbe dovuto esserci la grotta, sotto il sole bianco di una giornata d’agosto,  con sessanta gradi all’ombra,  pochissima acqua e una quantità inverosimile di insetti molesti. Strano, no? Che alcuni tra i ricordi più belli della vita siano lì a cuocere sotto il sole a picco.  La grotta comunque non la trovammo. Cioè, chi può dirlo? Delle grotte c'erano, ma chissà se erano quelle. Ché uno pensa al Monte Ida, e si immagina un giovane Giove barbuto che spunta da dietro un cespuglio, e invece nulla.
No, ieri abbiamo fatto solo una passeggiatina. Giusto per continuare a saggiare la capacità di resistenza di questi figli che presto non ci seguiranno più.
Abbiamo incontrato solo diverse mucche, e fotografato alcune piccole cose.
Il piccolo di casa ha scoperto alcuni animaletti che trasportavano palline di cacca, la sorella grande gli ha spiegato che nella pallocca ci mettono anche le uova, la figlia di mezzo si è specializzata nell’uso del retino e ha acchiappato numerose farfalle.
Sarà molto difficile ritornare a scuola, mercoledì.

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7 risposte a Lo stercorario

  1. LaVostraProf ha detto:

    Difficilissimo, sì.In bocca al lupo 🙂

  2. japhy72 ha detto:

    giuro che non li avevo mai visti !io sto al mare ma preferisco di gran lunga questo genere di passeggiate, sarà per questo che ad agosto veniamo a roma ?!!

  3. lanoisette ha detto:

    era lo sterco della capra Amaltea emigrata dal Monte Ida?

  4. RobertoilGrigio ha detto:

    Biologa, entomologa (o insegnante?) e giornalista, visto il sano realismo. Ecco le future professioni di LGO 

  5. LGO ha detto:

    @Prof: Crepi! Ci voleva…@Simo: Io al mare ci vado volentieri, mi piace stare al sole e fare il bagno e tutte quelle robe lì, ma su un bello scoglio su un'isola deserta. E con moderazione ;-)@Noisette: No 🙂 Piuttosto di Io (e di tafani pure ce n'erano parecchi 😉 )@Grigio: future professioni? Mmmmm….Però no, gli animali piccoletti li lascio volentieri agli altri membri della famiglia 😉

  6. RobertoilGrigio ha detto:

    Perdonami, mi sono espresso male (la fretta). Volevo dire L, G e O. Non le future professioni di LGO che di professione ne ha già una tosta … 

  7. LGO ha detto:

    Ah! Comunque, L vuole fare la biologa davvero…finché non cambia idea

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