Un dubbio e un reggae. Insieme.

Il preside, altrimenti detto Dirigente Scolastico, ha ordinato.
Vuole i registri in ordine, e le relazioni finali, con i giudizi, i programmi, le ore, i criteri, i confronti. Vuole i programmi estivi personalizzati per i ragazzi che devono recuperare.
Vuole anche le prove scritte per settembre in busta chiusa.
E mentre mi sedevo per scrivere appunto queste benedette prove di verifica, mi è venuto questo dubbio, che, sono sicura, si è presentato perché ho ricominciato a leggere robe un po’ splatter.
Ehi, A, ma tu per caso l’avevi iniziato questo qui?
– Sì, ne ho già letto un po’, perché?
– Perché sai, si vede che sto invecchiando. Tutto ‘sto sangue…
– Sì, in effetti. Dopo un po’ si capisce che è calata ‘sta cupola, ma insomma, magari si poteva sorvolare su qualche dettaglio…
-…e invece no, qui li descrive tutti, arto dopo arto, pezzo anatomico dopo pezzo anatomico, goccia dopo goccia…

Insomma, dopo lo splatter,  vedo piani malefici ovunque.
Perché devo preparare le prove per gli esami di settembre ora?
Qual è il disegno?
Appena consegnata le buste, bianche e chiuse con scritto su in bella calligrafia “Matematica, classe x”, e “Fisica, classe y”, viene fuori la Mary e mi fa fuori? Me, direttamente lì, sulle scale della scuola?
Consegna la busta e poi muori.

Poco verosimile.
Sarà semplicemente che ad agosto, mentre stiamo in vacanza, ci frullano di qua e di là e a settembre non ci sarà in giro che qualche ginocchio di insegnante, mezzo braccio, un occhio spento.
Sarà che non ho voglia di scrivere le verifiche da imbustare, e c’è una musichetta insistente che mi fa tarataratatàtarataratatà nella testa.

E’ successo una decina di giorni fa.
Lui è arrivato, una domenica, mentre i bambini erano fuori col nonno sotto le tende della tribù dei lettori.
Marito deciso e padre autorevole – Dobbiamo indirizzare meglio i gusti musicali dei bambini. Vedi che G sta tutto il giorno a sentire quella roba della Gatta? Già ha smesso di fare musica, non ha voglia di fare nulla, almeno facciamole sentire qualcosa di decente.
Moglie arrendevole e madre distratta – Certo. Bella idea. Fai tu.
Marito propositivo e padre premuroso – Ci vuole qualcosa di facile da suonare per L, di facile da cantare per GG, un bel ritmo. Ora cerco.

Ha cercato. Ha ascoltato le n versioni. Ha scaricato. Ha provato al piano. Ha provato con la chitarra acustica. Poi per fortuna una corda è saltata. Sono tornati i bambini.
Ha provato con la chitarra elettrica. L’ha fatta provare anche a loro. Hanno cantato. Hanno suonato. Hanno ballato.
Non hanno più smesso.
E la mia testa fa tarataratatàtarataratatà.

 

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5 risposte a Un dubbio e un reggae. Insieme.

  1. LaVostraProf ha detto:

    Stiamo cedendo su tutti i fronti…Sbriciolamenti.:-P

  2. alessandravalor ha detto:

    un saluto Alessandra

  3. utente anonimo ha detto:

    Ma solo tuo marito fa queste cose? Il mio al massimo ha deciso che li porta a vedere la partita insieme allo zio calciofilo. O tempora o mores.Rimanda la consegna, rimanda. Mai fare oggi quello che puoi anche fare dopo le vacanze, considerato il datore di lavoro che hai e che magari per allora avrà deciso che quella di cui soffre è in effetti depressione post natale (sua) ma che non è detto che ne dobbiamo soffrire tutti con lei.Mammamsterdam

  4. RobertoilGrigio ha detto:

    Nani speciali, mamma pure, ma anche il papà … 

  5. lanoisette ha detto:

    non fare a giugno ciò che puoi fare a settembre… 🙂

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