Letture a tema

Latito.
Non scrivo, non rispondo ai commenti.
Non ci sono, in effetti.
Sono mezza qui e mezza là, dietro ai figli che giocano a palla, raccolgono ossi di seppia, si tuffano dallo scivolo della piscina in tutte le posizioni possibili e chiedono un gelato dopo l'altro.
Dopo gli scrutini di quinta ho dormito ventiquattr'ore di seguito.
Ho dormito in treno, nel letto in affitto, sotto i calci notturni del piccolo di casa, a mezzogiorno, alle tre di pomeriggio, alle nove di sera.
Ho cercato di confondere nel sonno questa conclusione d'anno ingloriosa. Ammessi tutti quelli che avevano una insufficienza, lieve o grave non conta. Ammessi tutti quelli che ne avevano due. Ammessi quelli che ne avevano tre lievi, quattro lievi e una grave, e pure tre gravi.
Alè.
Immagino la faccia del Rosso, che da due mesi non veniva più a scuola  Perchè tanto lo so, Prof, che ormai non c'è più nulla da fare. Ammesso pure lui. Almeno, una volta se avevi i tuoi bei tre o quattro, facevi l'esame e tutti lo sapevano, dei tre e dei quattro. Ora invece i tre e quattro diventano sei per decreto, e pace. Sarà contento, il Rosso? O non gli verrà un coccolone, a sapere che lui ce l'ha messa tutta, per farsi bocciare ancora, e non è servito a nulla?

Negli intervalli tra un sonno e l'altro ho letto. Ho letto I ragazzi del massacro. Un giallo, un omicidio di gruppo in una scuola serale, una banda di ragazzi e la loro maestrina. Ogni riferimento a cose o fatti è puramente casuale.
Un libro preso per curiosità prima di partire, lontano dalla pila dei best sellers, perché davvero, la mia testa di best sellers non ne può più, e ormai quando entro in libreria vado a cercare cose scritte almeno trenta, quaranta anni fa, e lì, negli angoli bui delle librerie trovo le parole che cerco, quelle che ti ricordi un mese, due, anche anni dopo che le hai lette. Devo ringraziare la Nocciolina e laProf, chè la curiosità è nata da loro, e senza non avrei vinto il pregiudizio che mi impediva di amare i gialli italiani.
Per gli scrutini di domani, invece, ho cominciato The Dome.
Solo King mi può salvare, arrivata a questo punto.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Letture a tema

  1. LaVostraProf ha detto:

    Grande Scerbanenco :-)Tieni duro.E' un gran casino, ma tieni duro 🙂

  2. lanoisette ha detto:

    sono e letture. ottima panacea.forza, qui tifiamo per te.

  3. benzinagricola ha detto:

    Ma… ma… ma… e la tolleranza zero della Gelmini? Lo so, lo so. Era così, per ribadire.

  4. LGO ha detto:

    @MiaProf: un grande, sì!Io tengo duro, ma sono un pezzetto di Das rimasto all'aria per tre giorni. Ormai mi sbriciolo.@Noisette: ho già dovuto interrompere, porcaccia miseria .Grazie del tifo :-)@Benzins: Ecco, lo sai. Magari, se lei non avesse ribadito due giorni prima degli scrutini che anche con una materia insufficiente si passava lo stesso, pur se le sue disposizioni medesime lo vieterebbero, non ci sarebbe stato qualcuno giù a dire che se si passava con una magari si poteva fare uno strappo anche con due…e poi si sa che non c'è due senza tre.Morte? Morte.

  5. utente anonimo ha detto:

    Grazie alle magie tecnologiche e alle apps riesco a ritrovare i fili con i blog, ed eccomi in questa estate umidiccia e freddolosa (almeno qui.. nella “piattura” padana .. Nemmeno le zanzare si son viste ma solo lumache lumache lumache …)

    eccomi sul tema scuola, affaticata dalle letture quotidiane su facebook e sui giornali, sulle scemenze che la ministra della “squola” non evita di dire, nemmeno per serietà di ruolo. E leggo anche le tue fatiche, immagino simili a quelle delle prof blogger che scrivono e che leggerei in presenza di connettività del computer..

    Eppure anche quelle promozioni o ammissioni farlocche, buttate li per sopravvivere e per non mandare al macello giovani menti mi sanno ancora di speranza e non di sconfitta. Fanno parte di un mondo di adulti che pensano, progettano, esistono, resistono … Finche’ la scuola c’è sono tranquilla, rappresenta ancora un luogo del sapere, un luogo fisico con cui i ragazzi faranno i conti metaforicamente e no. Finche’ ci saranno adulti che tengono quel confine e finche’ gli adulti/ prof fanno sponda anche per loro c’ e’ speranza che durerà una vita, anche se non pare. E la storia di noi educatori, saper di esser sponda al di la degli esiti immediati, al di la di ciò che succede nel tempo breve .. Saper di dare qualcosa di non immediatamente fruibile ma solo possibile. Intanto anche noi nel piccolo promuoviamo la scuola di tutti… Un. Abbraccio a te ai prof…. Monica – pontitibetani

I commenti sono chiusi.