Entra il bidello spalancando la porta alle 9:55.
Alle 10 un minuto di silenzioooooo!
Si leva un coro
No, io non lo faccio!
– E tutta la ggente che muore mentre sta a lavorà?
– Aho, ma è per la Patria!
– Ma quale patria? Io appena c’ho diciott’anni pijo e me ne vado.
– I morti vanno rispettati, ma io le lezioni da quelli che stanno al governo non le vojo.
– Uha uha uha. Al governo. L’avete sentito quello? "Ah, se scopro chi mi ha comprato la casa, mannaggia!"
– E i celerini? Quelli se divertono a mena’ la ggente!
– A rega’. E state sempre a ride e ripetete sempre frasi fatte, come i pecoroni. E intanto l’anno scorso quando abbiamo occupato scola, appena il preside ha detto che o se n’annavamo o chiamava la polizia, tutti a casa. Ma sete capaci o no a pensà co’ la testa vostra?
– Giulia, tu c’hai raggione. Ma noi che potemo fa’?
– A rega’, ve l’ho detto. Pensate. Ragionate da soli!

Intanto, il corridoio si allaga.
Mentre trecento ragazzetti chiacchierano, tremano, si nascondono dietro lo zaino, smanettano sul cellulare sotto il banco, pomiciano dietro l’angolo delle scale, si fanno interrogare e prendono otto, si fanno beccare impreparati e prendono due, sbadigliano, bevono a garganella, recitano poesie futuriste, giocano a palla nel cortile, ingurgitano caffè al distributore, fumano di nascosto sul pianerottolo delle scale antincendio, inciampano sulla pronuncia di brani di Joyce, insomma, mentre accade tutto questo, i bagni della scuola cedono uno dopo l’altro, e ne resta agibile solo uno.
Uno per tutti e trecento, più i professori, i collaboratori tutti, il personale di segreteria, e anche per gli idraulici che si aggirano lasciando scie di fango marrone nei corridoi e per le scale.
Fico.

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9 risposte a

  1. utente anonimo ha detto:

    Uuuh… che brutta, brutta cosa. (Ma le 10, poi, fra parentesi, sarebbe l'ora dell'intervallo? Quando andavo io era alle 11). Comunque la storia delle cose da fare i seri, coi ragazzini non attacca, non ha mai attaccato. Cioè del tipo che da noi facevano l'esercitazione antiincendio, e ti spiegavano che era tutta roba seria, che non c'era da scherzare, che avete controllato se ci siete tutti? e la finestra l'avete aperta? e l'appello in cortile l'avete fatto? ordinati per file, mi raccomando, e tutte quelle robette lì; e poi tanto alla fine lo sapevamo tutti che arrivati in fondo o si fumava la siga, o si faceva vedere l'adesivo nuovo sullo scooter o magari glielo accendevi pure, ché la Giannelli nuova faceva un rumorasso che ti sentivano in tutto il quartiere. Pazienza, in fondo quando sei ragazzino è bello così.Bongio

  2. fughetta ha detto:

    Idraulici ueber alles!Accolti sulla porta con uno sguardo mezzo sgomento mezzo ammirato.Diglielo ai pargoli che quella sì che è una professione stimata!

  3. utente anonimo ha detto:

    Mi piace, la reazione dei tuoi ragazzi.Gesù, anche i cessi no, per favore: ma veramente, è il caso di aggiungere altra cacca?

  4. utente anonimo ha detto:

    …e sono sempre Castagna!!! Lo odio, splinder!!!

  5. lanoisette ha detto:

    credo che l'immagine dei cessi che cedono uno ad uno sia estremamente adata sia alla scuola, italica che all'Italia tutta.

  6. utente anonimo ha detto:

    Per me è stato parlare del governo che ha materializzato la cacca :-(ciao extramamma

  7. utente anonimo ha detto:

    non fosse per una certa tragicità intrinseca, sarebbe proprio da ridere …e poi trovo che la cacca meterializzata dalla scuola stessa o dal parlare del governo sia una immagine bellissima…in fondo la cacca fa sempre ridere o pensare!!!:

  8. lameringa ha detto:

    Cioè, scusa, fammi capire, i ragazzi bevono caffè amacchinette?????Questa per me è una notizia scioccante, molto più del minuto di silenzio o dell'allagamento e finanche dlle scie….;-)

  9. benzinagricola ha detto:

    Minchia si sono rotti i cessi. Una volta noi fummo evacuati perché avevano preso fuoco le pattumiere. Avevano preso fuoco perché noi avevamo appiccato il fuoco. Non è che. Però non lasciammo nessuna scia di fango.(quando andavo a scuola io le macchinette del caffé non c'erano)

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