Pomeriggi d’autunno a primavera

Erano già sulla porta di casa, già tutti con le scarpe e la giacca a vento, già l'ascensore saliva e il papà intruppava i nani  sul pianerottolo, quando un capriccio dispettoso e improvviso ne ha intrappolato uno dentro casa.
Un nano.
Cioè.
Una semi-nana. Si può dire semi-nana?
Insomma, una bambina gialla.
Così, le mie centocinque verifiche della scorsa settimana, che non è un numero sparato a caso, sono ancora lì.
Però, abbiamo il primo audiolibro di produzione nanica.

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2 risposte a Pomeriggi d’autunno a primavera

  1. LaVostraProf ha detto:

    Bbbbbellissimo 🙂

  2. LGO ha detto:

    Oh, be', io non posso dire niente. Ogni scarrafone è bello etc. etc.

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