Colloqui in vista

– Prooof
– Dimmi
– Il mio profdiripetizioni dice che lei ci fa fare cose troppo difficili
– Veramente questi sono gli esercizi delle prove d’esame degli anni passati, e dato che voi l’esame lo dovrete fare tra un paio di mesi non mi sembrano inappropriati.

– Proooof
– Dimmi
– Il mio profdiripetizioni dice che la formula che ci ha spiegato lei è sbagliata!
– Ah siiii?
– Sì, quella giusta è questa qui, sta scritta anche nel libro.
– Puoi dire al tuo profdiripetizioni che il libro è per gli studenti, e che chi insegna dovrebbe anche saper invertire le formule? No, vabbè, fa niente. Invertila tu, la formula. Ti accorgerai che sono uguali.

– Proooof
– Dimmi
– Il mio profdiripetizioni dice che dovrebbe darmi una copia di ogni verifica, così lui me le può spiegare e io mi esercito.
– Veramente, le abbiamo  già corrette tutte insieme. E il libro è pieno di esercizi.

– Prooofff
– Dimmi
– Non è che la verifica la possiamo fare giovedì invece di mercoledì? Perché il mio profdiripetizioni non può venire martedì a farmi esercitare.

– Proooffff
– Dimmi
– Il mio profdiripetizioni dice che lei si è sbagliata in quel calcolo lì.
– Ah, siiiiììì?
– Sì.
– E invece come si faceva?
– Si faceva così, me lo ha scritto sul quaderno, guardi qua.
– Guarda che quella formula lì in questo caso non si può applicare. Io l’avevo spiegato, ma tu non c’eri. Neanche il tuo profdiripetizioni, evidentemente.

Ci sono giorni in cui per arrivare in classe devo scavalcare orde di genitori sul piede di guerra che ci tengono a farmi sapere che i loro fantastici pargoli sono assiduamente seguiti da professoroni privati che si fanno pagare fior di quattrini.
Io, che sono gratis,  faccio educatamente notare ai genitori che i fantastici pargoli a volte trarrebbero beneficio frequentando regolarmente le lezioni.
In quinta i fanciulli in fiore hanno perso, tra orientamento universitario, giochi studenteschi, viaggi e mattinate passate placidamente a letto dopo nottate di baldoria in discoteca, duecentotrenta ore di lezione dall’inizio di febbraio.
Settemila euro buttati, ai prezzi di mercato. Euro più, euro meno.
Ma già non sopporto quelli che comprano le mozzarelle sooolo a via collina, vestono vestitini soooolo di marche fighette e morirebbero se dovessero togliere gli occhiali da sole per entrare in una chiesa buia. L’argomento che uno i suoi soldi li può buttare dove vuole (salvo poi buttarli semplicemente dove tira la corrente) mi disgusta un po’. 
Però, giuro che la prossima volta che qualcuno mi nomina il suo profdiripetizioni salgo sulla cattedra e mi metto a urlare.

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11 risposte a Colloqui in vista

  1. lameringa ha detto:

    E poi il profdiripetizioni magari non paga manco le tasse…Comunque è chiaro che si parte sempre dal presupposto che è l'altro che sbaglia. Tanto per non sbagliare!P.S. Che hai contro le mozzarelle di via collina? 😉 Così, tanto per sapere…

  2. LGO ha detto:

    Meringa, io non parto dal presupposto: io non sbaglio Le mozzarelle di via collina non hanno niente che non va ;-)E' che mi rompre sentire persone che passano metà della vita a informarsi sul posto dove vendono le mozzarelle migliori, dove curano nel modo migliore le carie, dove è più fico andare in vacanza, dove fanno il caffè più buono, e poi passano l'altra metà della vita a raccontartelo :-)Senza accorgersi, magari, che nell'ospedale pubblico che hanno sotto casa le carie si curano molto meglio, e nel negozio di latticini che sta dietro l'angolo vendono certi formaggi che levati…

  3. desian ha detto:

    BOCCIALI, così non devi nemmeno salire sulla cattedra, puoi farlo comodamente seduta.Per il resto, condivido parola per parola, comprese – vivaddio! – le mozzarelle di via collina, che a Roma non so nemmeno dove stia ma anche a Firenze ci sarà di certo un equivalente… ;-)Purtroppo è vero che tante tante persone passano ormai il loro tempo come "clienti" della loro stessa vita: sarebbero capaci di passare giorni a fare ricerche di marketing per comprarsi appunto una mozzarella e poi non si accorgono nemmeno che la loro scuola è gratis o i loro "pargoletti" griffati come totem perdono ere geologiche di scuola….p.s. la prossima volta a Roma recuperiamo! Stavolta è stato davvero un mordi-e-fuggi. 🙂

  4. fughetta ha detto:

    Ah, come si vede che qua stiamo in provincia! ;)Altro che professoroni, che io sappia di solito le ripetizioni si prendono da ragazzi che studiano all'università…Mi pare di intravedere un meccanismo perverso per cui il prof che dà ripetizioni si diverte a infamare il collega che lavora al mattino, giusto per farsi una gran fama e attirare amici e conoscenti del ripetendo (si dirà così?) ai quali spillare denaro sonante e via così.Ogni tanto mi trovo a pensare "vabbe', ma questi incapaci totali, questi ragazzetti viziati, questi arroganti… poi nella Vita Vera rimarranno indietro. Un coetaneo sveglio e brillante se li mangia in un boccone" e invece, non mi spiego come, poi da qualche parte ci vanno…Comunque secondo me (so che dirò una cosa impopolare) le ripetute e frequenti assenze dovrebbero influire pesantemente sul voto.Non bisognava farli rigare tutti dritti, in materia di condotta?

  5. LaVostraProf ha detto:

    Io avviso: do ripetizioni ai miei pargoli, intesi come carne della mia carne.E dico sempre: se la tua prof ti dice che si fa in un altro modo, tu NON dire che la tua mamma ti ha spiegato in questo modo qui, più facile, pià bello e più produttivo.Partendo dal presupposto che quando i miei pargoli vengono a chieder aiuto, e perché sanno che IO NON SBAGLIO E LA LORO PROF Sì

  6. LGO ha detto:

    @Fughetta: Bè, spesso le assenze influenzano il voto di condotta, ma ogni consiglio di classe si regola un po' come vuole. Capita anche di discutere con colleghi che vorrebbero mettere dieci anche a quelli che non vengono mai.Le assenze ripetute normalmente influiscono sul voto, semplicemente perché uno che non c'è quasi mai di solito non è allo stesso livello del resto della classe, avendo perso molte lezioni.Ma il problema è il tempo che si perde in estenuanti discussioni con i genitori (oltre che con gli studenti 🙂 ) quando provi a dire che a scuola bisognerebbe venirci ;-)@NostraProf: Io ci vado ancora coi piedi di piombo 😉

  7. Diamanteviola ha detto:

    il profdiripetizioni dovrebbe andare a ripetizione…ma da uno bravo!!!Ciao!

  8. japhy72 ha detto:

    ma sai che l'altro giorno, al ricevimento delle maestre, mentre aspettavo nel corridoio ho scoperto (oltre a tutta una serie di pettegolezzi su avventure extramatrimoniali e palle varie ) che più della metà della classe di mia figlia al pomeriggio va a ripetizione spendendo cifre incredibili !e fanno la terza elementare !!giuro che io ne sono rimasta sconvolta !e a dirla tutta, essendo che io non faccio parte del gruppo "mamme organizzate contro l'inefficienza delle maestre che ci son toccate in sorte", mi sono anche un po' sentita emarginata…nel senso che sembravo io quella strana e fuori dal mondo !bah !

  9. LGO ha detto:

    @Desian: Non si accorgono che la loro scuola gratis è anche meglio, spesso, delle scuole che paghi fior di quattrini. Come spesso gli ospedali pubblici sono meglio delle cliniche private, e le mozzarelle del mercato meglio di quelle griffate…@Viola: Fosse uno solo ;-)@Simo: Non ci posso credere!!!E' vero che conosco solo bambini che fanno il tempo pieno, ma è la prima volta che sento di ripetizioni alle elementari

  10. benzinagricola ha detto:

    Ma sì, ma certo, il privato! Da che mondo è mondo privato è sinonimo di puntualità, cortesia, efficienza e pulizia. Dice ma lei… ah, io, privato! ah beh, allora. Morte. I genitori. Morte.

  11. lanoisette ha detto:

    io, che do ripetizioni da circa quindici anni, generalmnete chiedo ai pargoli di portarmi dei lavori fatti a scuola in modo da capire come lavora il loro insegnante e adeguarmici io. che, neppure io, sbaglio (e vedo di quegli obbrobri, oh, se ne vedo…)

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