Prosciutto e uova. E panini.

Qualche mese fa pensavo che per questa tornata elettorale una gitarella fuori porta fosse l’ideale.
Ma qui, cavolo, il tempo continua sullo schifosetto, e dopo qualche giorno di sole è di nuovo sempre nuvolo.
Temo che gitarelle, nisba.
Ok, vado a votare.
Chi non lo so.
Nel mio zainetto nero portatutto oggi, oltre a centocinquantadue verifiche nuove di zecca (cioè, quasi), un rotolo di scotch, il quaderno degli appunti persi, una scatolina contenente due palline d’acciaio da far rotolare giù dalla cattedra per dimostrare il moto parabolico dei gravi e far incacchiare i colleghi del piano di sotto, per via del ticchettare delle suddette palline che rimbalzano sul pavimento, e il mio nuovo portachiavi fantasmino che ulula mandando bagliori blu dagli occhietti (dono del marito, e perciò oltremodo raro), c’è anche una allegra coppia di libercolini, uno inviato a me personalmente (c’è il mio nome sopra!) dall’esimio sindaco, l’altro inviato al dolce consorte, proprio lui in persona col nome di battesimo proprio giusto e il tono proprio amichevole e paterno, nientepopòdimenoche dal capo supremo, l’onorevole silvio il santissimo, il presidente dell’ammore.
Invece mia mamma ha ricevuto una telefonata di Ferdy. Ferdy a Roma va forte, spera di arraffare quello che può tra i due litiganti. E telefona a tutto spiano.
Oggi mi ha telefonato Ferdy!
– Ah, sì? E che ti ha detto?
– Non so. Era un disco. Ho riattaccato.

Non sapremo mai cosa voleva, Ferdy.
Sono Nando, detto Ferdi. Vuoi prosciutto e uova verdi?
Non le voglio, detto Ferdi.
Non mi piacciono, prosciutto e uova verdi!

No, no, basta. Non voglio fare la qualunquista. Il voto è una cosa seria.
Ho pure girellato in rete tutta la sera per cercarmi un candidato da votare.
Magari era solo una scusa per non correggere manco una delle centocinquanta verifiche, che saranno il mio incubo per le vacanze pasquali prossime venture.
Ne avevo trovata una simpatica, di candidata.
Col blog.
Giovane, donna.
Con gli endorsement di quelli fichi.
Poi l’ho vista in un video parlare della riforma della sanità di Obama. E ho pensato, ma che competenze avrà mai? Ho pensato: magari la pensa come me. Ma questo mi basta? Sono un po’ stanca di entusiasmarmi per persone che sembra che la pensino come me: io lo so che io, della riforma sanitaria di Obama, non ci capisco una sega.  So ripetere qualche notizia di giornale, non di più. Ancora lo devo vedere uno che decide di fare politica e se gli chiedono una cosa che non sa dice ecco scusate, le mie competenze sono altre e prima di sparare cazzate lasciatemi il tempo di documentarmi.
Che poi la mia ipotetica candidata invece magari sa tutto della riforma della sanità di Obama.
Solo che poi l’ho vista seduta vicino a un tizio della vecchia guardia, lei e lui combattono questa battaglia insieme.
E si dà il caso che il consorte (il mio) sia appena andato a letto sbuffando all’indirizzo del tizio in questione (no, non sbuffava: qui a roma si dice che smadonnava) perché  è un …maneggione? Intrallazzone? Uno che ha difeso sempre i peggio dei peggio.
No, no, non voglio fare la qualunquista.
Non voglio dire che sono tutti uguali, perché non lo credo.
Perché non lo sono.
Solo che penso che siamo arrivati a fine corsa, e se ci sono candidati giovani e entusiasti vorrei riuscire a crederci davvero.
Vorrei che sapessero rompere in modo più netto con certe porcherie che ci trasciniamo dietro. Vorrei che cominciassimo tutti ad essere più seri nelle faccende serie.
Vorrei credere che quando un politico parla, sappia quello che dice, e non si limiti a ripetere quello che ha sentito dire da qualcun altro.
Vorrei un sacco di cose.

Non li voglio nella cassa, né con una volpe bassa.
Non li voglio a tavolino, non li voglio col topino.
Non li voglio qua né là. Non li voglio e non mi va.
No al prosciutto e uova verdi.
Non li voglio, detto Ferdi.

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9 risposte a Prosciutto e uova. E panini.

  1. utente anonimo ha detto:

    Ma una prova la puoi fare,ti potresti anche sbagliare,forza prova,uno, due, tre una volta, dai per me.Il che dimostra inequivocabilmente che poesia e politica non vanno mai bene insieme.Mammamsterdam

  2. emilystar ha detto:

    ecco esattamente. ma poi io mi chiedo anche: vabbè persone serie, vabbè nn puttanieri, oppure immanicati con trans, oppure immanicati con la mafia, oppure intrallazzoni, ma poi questi mostri di purezza sapranno difendersi e lavorare? sapranno muoversi in questa melma? sapranno agire? xkè la politica è un gioco sporco x gente dura, e i puri di cuore se li mangiano in un boccone.nn so, forse dico un mucchio di idiozie, ma è un pensiero che mi frulla nella mente da un po'

  3. lerinni ha detto:

    adoro il dottor seuss.solo lui, però, non i politici del momento.

  4. lameringa ha detto:

    Ciao Prof, sono la meringa, vengo a dirti che mi piaci tu e i tuoi pensieri.Salute!Annachiara

  5. fughetta ha detto:

    Questo giro io la scampo: da noi non si vota.Quanto alla spinosa questione del migliorliceoclassico, be', mi stupisco di te, LGO, mi pare evidente che solo uno è IL migliorliceoclassico. Come hai potuto anche solo ipotizzare che possano essercene più di uno! :)Io prendevo un po' in giro la fanciulla che se ne vantava, ironizzando sul fatto che potesse esistere IL Migliore e le dicevo cose tipo "ah giusto tu hai fatto il liceo Giulio Cesare" e lei rispondeva piccata "il Dante Alighieri!" o viceversa, non ricordo proprio. Non ho mai imparato. La trovavo una cosa davvero ridicola.So però che era uno dove "le professoresse di greco giravano con delle camicette bianche abbottonate fin sotto il mento, tanto per dire".Può illuminare? :)))Anche perchè ora son proprio curiosa del profilo socio-cultural-politico di ciascuna scuola!

  6. LGO ha detto:

    @mammamsterdam: eh, no, davvero! ;-)@Emily: ciò non toglie che comunque è sempre meglio togliere di mezzo i ladri, i puttanieri, e gli intrallazzoni. Non ne possiamo proprio più…@Erinni: Dr. Seuss 4 president @Meringa: grazie 🙂 (eh, sono sempre  imbarazzata dai complimenti!)

  7. LGO ha detto:

    Fughetta, carissima. Ma tu mi vuoi proprio mettere in crisi?L'idea che ci sia una scuola pubblica dove anche gli insegnanti devono indossare la divisa (le signore camicetta bianca abbottonata fino al collo, e i signori? papillon a pallini?) mi mette segretamente i brividi, ma tutto è possibile. Spero che verso giugno sbottonino almeno il primo, di bottone, perché non conosco scuole (pubbliche) con l'aria condizionata nelle aule, e in genere si schiatta. Ma per il buon nome della scuola, questo e altro 😉

  8. utente anonimo ha detto:

    Sono anni che cerco un politico che dica che di una cosa lui non ne sa nulla. Con onestà, cioè senza prenderti per il c…La contestazione ai partiti che si sentono vicini credo si debba fare tutti i giorni tranne quello delle elezioni. Mi sentirei un adolescente che bigia la scuola e non ha voglia di impegnarsi, se non andassi a votare.Giorgio

  9. LGO ha detto:

    Giorgio, l'ho scritto giovedì 🙂 Ero ancora in modalità contestataria 😉

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