Sbadabam!

C’è il sole.
Fa freddino, ma salire sul motorino la mattina non è spiacevole.
Le strade prima delle otto non sono troppo trafficate, e arrivo rapidamente alla discesa.
La discesa è curva, il verde del semaforo dura un sacco, e davanti nel sole si spalanca la prospettiva delle grandi terme romane.
La temperatura lungo il viale di pini si abbassa di un paio di gradi, la strada è improvvisamente sgombra, e per un attimo non sembra neanche di essere in città.

Non la faccio, questa domanda di trasferimento.
Ripasso mentalmente la lista dei licei vicini a casa, quelli che in dieci minuti a piedi ci arrivo.
Togliamo i classici, che uno è quello degli Insopportabili, e, no, non ho nessuna voglia di finire nel liceo degli strafigli di papà, quelli che ti arrivano i primi due anni accompagnati dall’autista in divisa, e poi nella macchinina superaccessoriata, con le borsette da settecento euro e le scarpucce da mille e cento. No.
Togliamo pure la scuola del Preside coi Baffetti, quello che si mette apposta sotto il cartello “Vietato Fumare” col suo fetentissimo sigaro acceso, e se si accorge che ti dà un po’ fastidio aspira con foga sempre maggiore.
Lì, ci sono andata il mese scorso a chiedere un certificato, e neanche mi volevano far entrare in segreteria.
Non è l’orario. L’orario è scritto lì. Martedì 9:00-10:00, Giovedì 10:00-11:00
– Guardi che io lavoro, lo sapete benissimo come stiamo messi con l’orario e che non ci sono sostituzioni. Vuole che faccia rimanere tre classi  a casa perché voi non mi volete far consegnare uno stupido foglio ora?

Insomma, la scuola del Preside coi Baffetti, meglio evitarla. Ho già dato.
Resterebbe il Grande Liceo Scientifico.
Perché no? La collega del biennio l’anno scorso completava la cattedra proprio lì.
I colleghi del Grande Liceo Scientifico? Lo sai che non mi hanno mai rivolto la parola fino a maggio?
– Oddio, e perché?
– Pensavano che fossi una supplente. Quando hanno saputo che invece ero di ruolo, sono diventati tutti ciccicicci.

Ma sì, non la faccio, la domanda di trasferimento.
In fondo, meglio farsi mezz’ora di motorino tutte le mattine e andare in una scuola piccola, povera, non famosa, ma decente.
Con ragazzi normali.
Con colleghi normali.
Con un sacco di problemi, personale che ruota su tre sedi diverse, ma uffici sempre aperti.
Con un preside che  ti ascolta quando vuoi.
Perché, diciamolo, una presidenza sempre aperta non ha prezzo.

E così, dopo il viale dei pini sotto il sole, entro a scuola come un razzo e vado dalla vicepreside, quella che un paio di mesi fa mi chiedeva eddai, resta con noi.
Ciao. Sai, io per il trasferimento avrei deciso…
– Ah, sì, la faccio anch’io la domanda. L’anno prossimo probabilmente vado in soprannumero.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Sbadabam!

  1. fughetta ha detto:

    Ho riso sul preside che fuma sotto il cartello, perchè in seconda media io e una mia amica scrivemmo con le tempere un Vietato Fumare coloratissimo che andammo ad appendere di fronte alla porta della presidenza. Proprio in quel momento uscì il preside con un sigaro in mano e… va be', te la racconto un'altra volta!Però ho una domanda che mi prude; una ragazza che conosco si è sempre vantata di aver fequentato "il miglior liceo classico di Roma". Illuminami: qual è?:)

  2. lerinni ha detto:

    ops, LGO…

  3. utente anonimo ha detto:

    Insomma, tutto questo bel ragionamento e poi ti rovinano così. Quindi magari anche il preside con i baffetti si trasferisce prima o poi.

  4. emilystar ha detto:

    azz. stanno tagliando x evitare sprechi o x ridurre la scuola a un parcheggio? che fatica LGO tieni duro

  5. manodiangelo ha detto:

    Invece io la domanda la faccio, rischiando un salto nel vuoto,ma non posso continuare a mangiarmi il fegato.ciao

  6. utente anonimo ha detto:

    Mi è piaciuta molto la storia del motorino, della discesa e dei pini (marittini immagino, non sei mica a Bergamo Alta) ho visualizzato Roma così bella e pensato invece a  Milano così brutta.Mi dispiace molto per la situazione scolastica…ma un giorno non potresti andare in auto, magari se piove, e prendere sotto il preside con i baffetti??ciao extramamma

  7. lanoisette ha detto:

    ecco, una volta che s trova un posto dove si sta, non dico bene, ma decentemente, ti tolgono la sedia da sotto le chiappe.

  8. LGO ha detto:

    @fughetta: il migliore di Roma? Dipende dall'estrazione sociale, dall'orientamento politico 😉 Potrebbe essere il Giulio Cesare, o il Tasso, o il Mamiani…Aspetto la fine della storia del baffetto sotto il cartello!!@Eri: Ops?@anonimo: Ah, no: il preside coi baffetti sta dove sta in pianta stabile da decenni…@Emily: ridurre gli sprechi? è una battuta? ;-)No, no, parcheggio: ma in doppia e tripla fila :-(@Manodiangelo: Anche io l'ho fatta, anche se avevo deciso di no. Ciao :-)@Extramamma: La bellezza è la tragedia di Roma. Se fosse poco poco più brutta scapperebbero tutti…Investire il baffetto sarebbe omicidio perfetto: svanirebbe sotto le ruote in una nuvola di fumo e nessuno lo troverebbe più. E' un'idea ;-))@Noisette: bé, sì, la sensazione è proprio quella. Ma chissà…Incrociamo le dita 🙂

I commenti sono chiusi.