E venne il giorno

E venne il giorno.
E venne il giorno in cui la befana andò dalla nonna befana e le disse:
Lo so che sei appena tornata dalle tende dei beduini e mi vuoi raccontare la vita di Zenobia, ma intanto perché non la racconti ai nipoti mentre io faccio la spesa?
E venne il  giorno che dopo la spesa la nonna della befana disse
Ma come sono bravi questi miei nipoti, quante belle cose raccontano e che bei disegni fanno, e come sono affettuosi.
E venne il  giorno che subito aver salutato la nonna con angelico viso, due dei bei nipoti affettuosi e docili si presero a capocciate (oh, per sbaglio! Oh, scusami scusami non l’ho fatto apposta) e andarono in giro con la testa bitorzoluta fasciata di ghiaccio.
E venne il giorno che appena il ghiaccio si sciolse il minore dei nipoti affettuosi si lanciò giù dal divano e si spaccò un labbro, lasciando scie di sangue per tutta la casa.
E venne il  giorno che la nipote grande ululava disperata
Perchè, perché solo io ho una madre che mi dà compiti in più e anche le divisioni con la prova?
E venne il  giorno che finalmente arrivò il pomeriggio e andarono tutti in piscina, anche se pioveva e non avevano davvero voglia di altra acqua.
E venne il  giorno in cui l’istruttrice più dolce e simpatica di tutta la piscina chiamò tutta preoccupata la befana
Corri subito, che il  tuo piccolo dolce pargolo altrimenti ci inonda la piscina di cacca!
E venne il  giorno in cui la befana schizzò fuori dall’acqua in un lampo e si mise l’accappatoio in due nanosecondi e trascinò fuori dall’acqua il  suo pargolo che si teneva  le mani sul culetto sotto gli sguardi terrorizzati di tutti i presenti.
E venne il  giorno in cui la befana ringraziò dello scampato pericolo, ma il pargolo dolce e delicato si addormentò di schianto nello spogliatoio della piscina, col costume rosso e gli occhialetti blu.
E venne il  giorno in cui la befana se lo riportò a casa in braccio, addormentato, meno male che la metropolitana passò subito e smise anche di piovere.
E venne il  giorno in cui la befana stremata a sera pensò: e ora che ci metto in queste calze, che stanotte, che è tra poco, devo passare con l’asino a lasciare regali, e mi ero dimenticata?
Perché anche le befane, a volte, perdono colpi e si dimenticano.
E venne il  giorno che passando a spegnere le luci la befana si accorse che il bambino più piccolo era sparito, e nessuno sapeva più dov’era.
E venne il  giorno in cui alla fine si capì che era uno scherzo, e il piccolo era nel letto della sorella.
E venne il  giorno in cui i pargoli adorati alle undici di sera erano ancora svegli e saltavano sui letti.
E venne il  giorno che la befana andò fuori di testa e disse
Ora BASTA. Oggi sciopero!
E si rimise a correggere i compiti.
E venne il  giorno che la befana lasciò stare il cibo preparato dai bambini per lei, e scrisse una lettera.
E nella lettera diceva
Peccato. Eravate svegli e quindi non mi sono potuta fermare. Sarà per la prossima volta.

E venne il  giorno che alla fine si addormentarono.
E la befana era combattuta, ancora arrabbiata ma un po’ di meno.
E preparò i pacchetti e li nascose in giro, in modo che non si vedessero subito.
Però il biglietto lo lasciò lì.

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10 risposte a E venne il giorno

  1. utente anonimo ha detto:

    sei la mia befana postmoderna preferita

    Castagna

  2. RobertoilGrigio ha detto:

    Non ci sono più le befane di una volta tutte casa e scopa. Oggi ci sono le befane in carriera dai molteplici impegni con nani meravigliosi, che succhiano ogni energia. Ma vuoi mettere …

  3. utente anonimo ha detto:

     ma non era la befana, era perlomeno halloween!

  4. utente anonimo ha detto:

    sai cosa ha di bello la befana? (per quelli che non sono insegnanti intendo)
    che il giorno dopo si torna a scuola…
    che mamma fica che hai che va dai beduini!
    ciao extramamma

  5. giulionga ha detto:

    Per il poco che vale, hai la mia imperitura stima. That’s all!

    (ai bambini sono piaciuti i regali?)

  6. LaVostraProf ha detto:

    Tutto questo in un solo giorno? O_O

  7. utente anonimo ha detto:

    Ma perchè non prendi tutti questi post e ne fai un libro?
    Io lo regalerei a tutti i  miei amici.
    Giorgio

  8. valengel ha detto:

    la befana ha mille impegni, si deve ricordare troppe cose, e ogni tanto, inizia a perdere colpi… povera befana!
    mia mamma, da piccola, metteva due o tre arance nella calza della befana, per piempirla più in fretta…

  9. LGO ha detto:

    @castagna: WoW! (ma non sono postmoderna, anzi!)

    @grigio: casa, scopa e asino. Ma perché una che può volare con la scopa poi se ne va in giro con l’asino?

    @maq: sempre streghe sono 😉

    @extramamma: anche per le insegnanti, i figli a scuola sono una gran cosa ;-))

    @millesecoli: diciamo che a me sono piaciuti i regali per i bambini 😉
    Abbiamo questo, ma anche questo 🙂

    @Prof: anche un po’ della notte 🙂

    @Giorgio: è un complimento bellissimo! Ma qui in giro c’è chi scrive molto meglio di me 🙂 e a me piace che si possa vagare per la rete e leggere un po’ qui e un po’ là, secondo le inclinazioni e gli umori, senza vincoli e con un pizzico di anonimato.

  10. LGO ha detto:

    @Valengel: invece a casa mia le calze non si usavano proprio. Chissà, non ho mai indagato sull’origine delle calze 🙂
    Però si usava fare un regalino anche il  giorno della Befana, che spesso era una cosa utile, e perciò non se la filava nessuno ;-))

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