la squinzia

Sono andata a fare una supplenza, una di quelle forse aggratis che ti pregano di fare e a volte ti chiedi se per caso ti hanno fatto l’orario con tutti i buchi apposta.
Una classe strafottente, dove ho faticato anche a fare l’appello, i maschi ridevano sguaiatamente e si spintonavano, le femmine si limavano le unghie masticando la ciunga, come la chiamava mia nonna con disprezzo,  a bocca larga.
Una squinzia truccatissima si alza e va verso la porta.
–    Dove vai?
–    Ahò. Devo uscì, che me sta a chiamà mi’ madre. C’ha un pobblema.
–    Ora non puoi uscire. E tua madre non può chiamarti a scuola. Anzi, il cellulare dovrebbe stare proprio spento, sai?
–    Ahò, ma che cazzo stai a di’, che voi siete i primi che ve squilla sempre, e se devo fa’ ‘na telefonata che mo’ non so’ più libbera? Me pare de sta’ ‘n priggione, dentro sta’ scuola. E mo’ tu che stai a scrive? Ma che fai, che m’hai messo una nota? Ma damme ‘sto registro, che ce penso io, ce vado io dar preside a fammela toje. Ahò, ma ‘nvedi questa.

Dopo cinque minuti ai alza l’Amica della Squinzia.
–    Ahò, vengo in pace. Ahò ma che j’ha preso, de mette ‘na nota così? E che mo’ una nun è più libbera de telefonà alla madre, mentre sta a scola? Ahò, ma stamo a scola, mica stamo in priggione. Ahò. Ecco, mo’ me metto qui vicino a te, vojo proprio vedè se scrivi quarcos’artro.

L’anno scorso c’ero abituata, ma si fa presto a dimenticare.
Una volta mi facevano un po’ pena, le persone così. Voglio dire, che razza di vita se ti devi riempire la giornata di un po’ di insulti, se devi alimentare il tuo ego sculettando davanti a qualche diciassettenne, se cerchi ammirazione e non ti rendi conto che stai solo alzando la voce, e il massimo che esce è ahò, che non è neanche un abbozzo di pensiero.
Ora non mi va più.

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12 risposte a la squinzia

  1. RobertoilGrigio ha detto:

    Non ho figli, ma uno stuolo di nipoti e lottiamo, con i loro genitori, tutti i giorni perché non diventino Ahò. Poi hai scritto quarcos’artro, o è andata via liscia?

  2. LaVostraProf ha detto:

    Sono abbastanza allibita.
    Non saprei che fare in situazioni simili.
    Perché mi monta dentro una rabbia tale, anche per molto meno, che potrei persino fare gesti inconsulti.
    Quelle due, per esempio, le avrei prese a sberloni e calci in culo da qui a là.
    Non si può,eh?
    No che non si può.
    Ma anch’io sono stufa di compatire.

  3. utente anonimo ha detto:

    Sono stato qualche ora ad insegnare in classi simili e so perfettamente di cosa parli.
    Credo che l’unica cosa ragionevole che si potrebbe fare sarebbe far crescere la compattezza, la coesione e il reciproco sostegno tra gli insegnanti, che invece di sentirsi soli dentro al macello, sappiano di poter contare sull’appoggio dei colleghi e sul loro uguale modo di reagire di fronte al macello.
    I ragazzi potrebbero così trovarsi davanti comportamenti coerenti un’ora dopo l’altra e la sensazione che il corpo insegnanti è coeso e compatto.

    Per fare questo servirebbero incontri periodici tra gli insegnanti autogestiti o ancora meglio condotti da qualcuno che aiuti a fare squadra offrendo un setting che riesca a contenere e condividere nel gruppo le emozioni e le difficoltà dei singoli.
    Questi incontri si potrebbero strutturare partendo dal racconto delle difficoltà dei singoli insegnanti nelle relazioni coi ragazzi, con lo scambio di idee e opinioni, ma soprattutto con il reciproco coinvolgimento affettivo, la partecipazione emotiva dei componenti del gruppo.
    Giorgio

  4. fughetta ha detto:

    Io sono semplicemente sconvolta. A scuola?!?
    E sì che non ho mica mille anni!

    Sto cercando di formulare un pensiero sensato, di fare un’analisi di questo episodio, ma faccio davvero fatica.
    La mia reazione è quella della VostraProf. E non oso immaginare i genitori…

  5. lanoisette ha detto:

    in questi casi ci vorrebbe Sean Connery con la licenza di uccidere.

  6. lilavati ha detto:

    anche quest’anno insegno in un professionale e gli episodi di questo genere sono frequenti. proprio oggi abbiamo sospeso un ragazzo di prima (ripetente) che si è rivolto a me dicendomi le seguenti frasi (non tutte nello stesso giorno, ma in un’escalation paurosa):
    ma quando ze che ‘a va in pension, ‘sta qua?
    ma ti te droghi?
    chisà che ti mori.
    che ghe sboro*, ti me meti ‘naltra nota?
    curva**

    *frequente e volgare espressione mestrina che significa letteralmente "ci eiaculo".
    **in molte lingue slave significa puttana e, per sua sfortuna, io lo so. ma lui è veneziano purosangue.

  7. ziacris ha detto:

    Mentre leggevo mi prudevano le mani

  8. emilystar ha detto:

    il primo giorno come maestra ero fuori di testa. ho chiesto a una collega: ma quanto vi pagano? spero un milione al giorno xkè qui si da di matto.
    maleducazione e arroganza, sia da parte dei bambini che dai genitori.
    poi col tempo ci ho fatto il callo e ho imparato a difendermi. ma che mondo assurdo

  9. valengel ha detto:

    Ahò, ma che tristezza!
    il brutto è dover rimanere calma e placare l’istinto di strozzarla!

  10. LGO ha detto:

     @Grigio: cerrrto, che ho scritto qualcos’altro! Anche se forse è andata via liscia lo stesso 😦

    @MiaProf: No, non si può, ma la rabbia monta dentro davvero, e ci sono volte in cui bisogna fare appello a spiagge estive con bambini che fanno i tuffi e le facce buffe, per non reagire. Però, anche compatire, no!

    @Giorgio: il tuo commento meriterebbe una risposta lunga e articolata. Perché è vero quello che dici, ma come al solito la teoria -e la conoscenza delle buone pratiche- si scontra con tanti ostacoli. Spesso ci si riesce senza difficoltà, ad essere compatti, a volte invece è molto difficile, e non è solo una questione di disponibilità a mettersi in gioco, è anche un problema oggettivo, legato alla stabilità del consiglio di classe (i tagli hanno aumentato moltissimo il turnover, e la situazione nel futuro sarà anche peggio). E comunque i ragazzi con gli estranei danno il peggio di sé. Anche quando sono ancora bambini.

  11. LGO ha detto:

    @fughetta: non credo sia una questione d’età. Dev’essere più questione di tipo di scuola…e di genitori, anche, e in misura non indifferente.

    @Noisette: oh, no. Sean Connery è troppo bello e troppo delicato. Vedrei meglio un Hannibal the Cannibal in vena 😉

    @Lucia: L’escalation pure è tipica. Il problema è che si arriva ad un punto oltre il quale loro hanno più  o meno la consapevolezza di potersi permettere tutto, perché la scuola ha esaurito le risposte. Il ragazzo avrà la sua sospensione, e poi tornerà in classe…

    @ziaCris: Io invece avevo una gran voglia di essere molto molto lontano :-((

    @Emily: dai bambini fa molta più impressione!

    @Valengel (ciao 🙂 ) il brutto è dover stare lì e non poter neanche dire quello che pensi, fino in fondo…

  12. Diamanteviola ha detto:

    Nun ce posso crede!!!

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