c’era una volta la scuola

Giovedì, ore 13:30. La vicepreside mi ferma per le scale, con aria un po’ sollevata e un po’ imbarazzata.
Oh, meno male che sei ancora qui. Volevo chiederti una cortesia. Domani, potresti venire prima? C’è una sostituzione da fare.
Il venerdì è l’unico giorno che entro tardi, l’unico giorno che posso accompagnare i nani a scuola. Ed è il terzo venerdì che mi chiedono di andare prima, per sostituire qualche collega assente. Vabbè, tanto i nani faccio in tempo ad accompagnarli lo stesso.
–    Però per correttezza te lo devo dire. Queste ore qui non le possiamo pagare. Le puoi recuperare prendendo un’ora di permesso.
–    Ma io ho l’orario completo, come tutti. Che faccio, un’ora in meno di lezione nelle mie classi per fare un’ora di sostituzione? Lo sai che non le recupererò mai.
–    Bè, queste sono le disposizioni del preside. Anche a me sembra assurdo, ma pare che non ci sia altro da fare.

Basta guardare i registri di classe per mettersi le mani nei capelli.
L’orario di ingresso dei ragazzi viene ritardato alle 9:30, l’uscita anticipata alle 12:30, anche alle 11:30 in qualche caso. Ma restano sempre  buchi da coprire, e non si sa come fare. In questo periodo diversi insegnanti si sono ammalati. E ci credo, con le classi decimate dalla suina, anche ai prof qualche sputazzo arriva.

Giovedì pomeriggio, uscita scuola nani. Chiedo alla figlia grande com’è andata l’interrogazione.
–    No, niente. La maestra non è tornata in classe.
–    Come, non è tornata?
–    L’hanno mandata a fare una supplenza, poi non è arrivata nessun’altra maestra e lei è dovuta restare nell’altra classe dove l’avevano mandata.
–    E voi?
–    Noi siamo rimasti con la maestra di inglese. Solo che dopo un po’ che facevamo inglese abbiamo smesso, e abbiamo fatto una ricreazione lunga.

Venerdì pomeriggio, recupero nano piccolo a scuola. La porta della classe è sbarrata, i bambini sono stati divisi tra le altre sezioni della scuola dell’infanzia.
Il mio nano aspetta insieme a una maestra sconosciuta. Nell’attesa ha disegnato un altro semaforo. In questo periodo ne disegna parecchi, di semafori.

Tutto sommato, direi che se la ministra vuole allungare il congedo di maternità, può pure permetterselo.
Il suo lavoro è a buon punto, la scuola pubblica quasi non esiste più.

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14 risposte a c’era una volta la scuola

  1. moreno9000 ha detto:

    Semaforo rosso (per la Gelmini)

  2. LaVostraProf ha detto:

    Questa delle supplenze gratuite si sta diffondendo.
    Le rappresentanze sindacali tacciono.
    La Vicepreside assicura che prima o poi si recupereranno le ore date.

    (seee, l’ha visto al cinema)

  3. LGO ha detto:

    Ok, i problemi sono due. Quello sindacale riguarda noi insegnanti e le nostre rappresentanze che non rappresentano.
    Poi però c’è un problema che dovrebbe riguardare tutti gli altri, gli studenti, i genitori ma anche i sessantenni che pensano di aver già dato, e non si rendono conto che tra qualche anno non potranno più frequentare un ospedale, perché non ci sarà personale in grado di mandarlo avanti, oppure bisognerà subappaltare i servizi idrici, perché non si riesce a selezionare giovani da formare, oppure i concorsi in magistratura vanno deserti perché i futuri magistrati fanno troppi errori di ortografia.
    E qui il problema è che già adesso non riusciamo più a insegnare, il tempo scuola è lungo ma sempre più vuoto.

  4. Thumper ha detto:

    Che tristezza…

  5. lanoisette ha detto:

    io le supplenze straordinarie le sto facendo. me le pagheranno?

  6. utente anonimo ha detto:

    Mi piace molto seguire il tuo punto di vista sul mondo della scuola, dal quale sono uscita da un bel pò. E adesso che leggo le cose da un’altra prospettiva, mi chiedo com’è per una mamma pensare al prorio figlio in un ambiente così.

    Ondaluna

  7. Diamanteviola ha detto:

    Io la disponibilità non l’ho data…non ho voglia di lavorare "aggratis" (come direbbero i miei acculturati alunni..)
    Ciao!

  8. LGO ha detto:

    Che dire? Io penso, al di là delle supplenze (che poi, anche se vengono pagate, quant’è? Dieci euro? Quasi vergognoso…) di lavorare aggratis già abbastanza…
    Ma non è quello.
    E’ che la priorità a scuola viene data al babysitteraggio e non alla qualità del tempo scuola. Per risparmiare due euro.
    Nessuno si scandalizza se io faccio supplenza in altre classi in cambio di lezioni nelle mie classi. Posso farlo, secondo il preside. Lo fanno le insegnanti dei miei figli. E questo mi fa imbestialire, come insegnante.
    E ancora di più come genitore.

  9. LGO ha detto:

    @Ondaluna: da mamma e prof, capisco che ci sono meccanismi radicati e assolutamente contrari al buon senso, e mi sembra di capire anche che o la scuola diventa per tutti un problema vitale, una questione primaria, un tema prioritario, oppure non ne usciamo. Perché i singoli insegnanti non ce la fanno, a scardinare questi meccanismi.
    Alla scuola serve l’interesse e l’attenzione di tutti. Servono tutti i punti di vista…

  10. utente anonimo ha detto:

    No darling, non sono d’accordo, ci saranno medici e ci saranno magistrati. Saranno i figli di coloro che potranno pagare per le scuole private di ogni ordine e grado.

    Gli altri? dai vetri!!!

    (e, considerando che la campagna bisogna avercela per coltivarla e che la produzione va scomparendo, mi domando davvero che faranno)

    Un bel panorama, non c’è che dire.

    /graz

  11. Diamanteviola ha detto:

    In effetti supplenza è diventato sinonimo di sorveglianza…così come i nostri rientri pomeridiani iniziano ad essere considerati una specie di baby parking con i genitori che vengono a ritirare i figli a tutte le ore…mentre tu stai tentando di lavorare!
    Ciao!

  12. utente anonimo ha detto:

    Io ho notato una cosa. Tre anni fa, e anche l’anno scorso, quando aprivo la porta dela classe davanti c’era una scrivania, nel corridoio, con una bidella che si faceva le unghie, e io pensavo: ma guarda te ‘sta senza pudore.
    Oggi, quando apro la porta di corsa, perchè una bambina sta per vomitarmi addosso e deve essere assistita un momento, perchè il ragazzino con l’handicap ha rovesciato la bottiglietta d’acqua sul banco bagnando i suoi quaderni e quelli del compagnio, o perchè rischio di pisciarmi addosso se non vado SUBITO in bagno, dato che le ore buche le ho usate tutte in supplenze, gli intervalli in assistenze e i ritagli di tempo in colloqui genitori, quella bidella che si fa le unghie non c’è. E capisco che a qualcosa serviva.

    Sulle supplenze non mi pronuncio, e sulla maternità della Mariastr… ho già detto sul mio blog, ora sono in mutua io (poveri colleghi) e sono qui che cerco di pensare a come cazzo far uscire dal mio orario altre dieci ore di latino che nessuno mi pagherà. Perchè naturalmente proprio quest’anno che nessuno me le paga ho sette alunni che fanno latino e tutti e sette bravi, tanto che cominciavo a meditare di mettergli davanti un pezzettino di De bello Gallico.

  13. utente anonimo ha detto:

    oh, ups, sono Castagna, ciao

  14. utente anonimo ha detto:

    Non solo sono Castagna, ma rileggendo vedo che ho infarcito tutto di errori (dela? compagnio?). Brava. Me ne torno a letto che è meglio, ho fatto bene a non andare a lavorare, conciata così… 

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