Dita per contare

Ma il nonno me lo compra Batman?
– No, nano, scordatelo. Oggi non si compra niente. Chiedi a Babbo Natale, va’, che è meglio.
– Perché se non vuole comprarmi Batman, magari mi può comprare un altro gormito. Così io ne ho quattro, e poi un’altro. Cinque.
– E se invece te ne comprasse altri quattro?
– Allora avrei…uno, due, tre, quattro…cinque, sei, sette…Otto gormiti.
– E se poi ne perdi due?
– Allora…sei gormiti.

Il nano sa fare addizioni e sottrazioni.

Senti nano, sei bravo. Però non dire alla maestra che facciamo questo gioco. Meglio di no, d’accordo?
– Ma io  volevo. Voglio dirlo alla maestra.
– Vabbè, allora però non dire che lo fai con me.

No, perchè già mi ha fatto un cazziatone perché il nano sa scrivere le lettere del suo nome.
Si vede che stravolgo il metodo.

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10 risposte a Dita per contare

  1. utente anonimo ha detto:

    Ci sono le linee-guida vincolanti ovunque: a scuola come negli ospedali: non c’è più posto per le diversità.
    Tutto deve essere razionale e ordinato. 
    E’ come al ristorante: i branzini e le orate sono tutti di tre etti, tutti di allevamento, gli altri vengono scartati!
    Sai quanti bambini mi mandano che dal punto di vista psicologico non hanno niente ma non rientrano negli standard previsti perchè sono ritardatari in qualcosa e vengono etichettati come patologici dalle maestre?
    Che tristezza! E che disastri che combinano!
    Giorgio.

  2. RobertoilGrigio ha detto:

     Disadattamento di nani con mamme prof 

  3. utente anonimo ha detto:

    Eccheppalle. Invece di essere contente.

    MammAms

  4. LaVostraProf ha detto:

    Io ho imparato a scrivere e leggere spiando il maestro Manzi dietro le spalle di mia nonna, ma la maestra lo ha scoperto a dicembre.  Me ne sono stata ben zitta.
    Però la mia maestra, quando lo ha saputo, si è fatta una bella risata.

    (p.s.: mio figlio era un disastro con addizioni e sottrazioni, ma bastava dirgli: se tu hai quattro euro e io te ne do… E li partiva in quarta 🙂

  5. benzinagricola ha detto:

    Cioè la tizia ti ha cazziato perché il pargolo sa scrivere?

    Mah.

    Io, comunque, sono sempre più basito.

  6. biancax ha detto:

    Ecco, anch’io mi sono presa i miei bei cazziatoni, perchè la piccoletta si è interessata precomente alle lettere ed ai numeri, e poi mi hai ricordato una cosa che ho volontariamente rimosso… primina o non primina? mi sa che ci scriverò un post.

  7. LGO ha detto:

    @Giorgio: anche le mamme, a volte, ci mettono del loro. E’ l’ansia da prestazione, che investe mamme e papà d’oggi, e tiene i piccoli sotto pressione. Ma più in generale, hai ragione: siamo disabituati alle diversità, un po’ ci infastidiscono e un po’ ci spaventano, e soprattutto non sappiamo cosa farci.

    @Grigio: povero nano 😉

    @Mammam: Il Metodo è sacro, cara 😉

    @laNostraProf: ma tu lo sai che quando io facevo le elementari il maestro Manzi c’era ancora? Aveva un’aula con terrazza e animali e piante, su quasi sul tetto, e una volta che la mia maestra era malata mi hanno mandato nella sua classe. Quanto ho invidiato quei bambini lì!

    @Banzina: il fatto è che non scrive come dovrebbe, in corsivo minuscolo, cosa che dovrebbe imparare, secondo il Metodo, l’anno prossimo. Sa solo fare O tonde e Serpentelli 😉

    @Bianca: meno male che i nani sono nati d’estate, così almeno questo patema me lo sono risparmiato 😉

  8. vnnvvvn ha detto:

    Ha paura che non possa essere analfabeta?
    che poi magari a qualcuno venga in mente di farle i complimenti???

  9. utente anonimo ha detto:

    conosco il problema.
    da noi le equazioni di secondo grado sono una roba da carbonari

  10. Diamanteviola ha detto:

    Invece di essere contenta…
    Ciao!

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